titolo
logo
bibbia
home

Parola del giorno:

domenica 5 ottobre 2008
lunedì 6 ottobre 2008
martedì 7 ottobre 2008
mercoledì 8 ottobre 2008
giovedì 9 ottobre 2008
venerdì 10 ottobre 2008
sabato 11 ottobre 2008
domenica 12 ottobre 2008

Domenica 5 Ottobre
(Mt 21,33-43)

“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo…”

In edilizia le pietre d’angolo sono quelle pietre poste alle fondamenta delle costruzioni e sono generalmente molto irregolari. Proprio per questo vengono posizionate ai quattro angoli dell’edificio. Gesù era considerato per gli scribi e i farisei una pietra diversa, molto, forse troppo diversa da loro e dall’idea di Messia che avevano, perciò è stato scartato, rifiutato, ma Lui ha dato inizio ad un’opera nuova, ad un popolo nuovo, ad un’era nuova.
Ognuno di noi è un piccolo pezzetto, è un elemento di questa opera nuova che ne siamo consapevoli o meno. Ciò ci deve spingere a capire, che nonostante noi pensiamo di essere inutili, o di essere pieni di limiti e di difetti in realtà il Signore ci ha scelti per essere il popolo nuovo dal quale si aspetta i frutti, cioè riuscire ad amare se stessi e gli altri proprio come ha fatto Lui.

Lunedì 6 Ottobre
(Lc 10,25-37)

“Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente …”

Sembra che ci sia un filo rosso ad unire la Parola di ieri con quella di oggi, sembra che questo dialogo tra il Signore ed il suo popolo non si interrompa.
Ed è proprio così!Il Signore cerca ogni giorno di parlarci, sta a noi fare attenzione a quello che vuole comunicarci.
Ieri ci ha detto che il “suo popolo” è chiamato ad amare nonostante i rifiuti e i soprusi. Oggi ci dice come amare ... con tutto me stesso: mente, cuore e volontà. Non è il rispettare la legge che ci rende giusti davanti a Dio, ma il come amo.
Se partecipo alla santa Messa in maniera fredda, distratta pensando quello che ho lasciato o a ciò che mi attende non appena finisce, non mi deve far sentire con la coscienza tranquilla. Infatti il Signore vuole la mia mente, il mio cuore tutto per Lui, almeno un'ora a settimana. Forse chiede troppo?
Chi ama vuole essere solo contraccambiato e ciò che più lo fa soffrire non è il rifiuto, ma il non essere considerato.
Chiediamo di crescere nella fede e nell'amore al Signore per poter arrivare a dire un giorno:

Ti voglio bene
perché sei entrato nella mia vita
più dell'aria nei miei polmoni,
più del sangue nelle mie vene.
Sei entrato
dove nessuno poteva entrare
quando nessuno poteva aiutarmi
ogniqualvolta nessuno
poteva consolarmi.

Chiara Lubich
 

Martedì 7 Ottobre 2008
(Lc 1,26-38)

“«Nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore…»”

Ma io ci credo veramente che nulla è impossibile a Dio, o in realtà penso che non sia proprio così. Per me il Signore è onnipotente, o ci sono dei limiti, delle situazioni irrisolvibili anche per lui?
Possono sembrare domande banali e forse lo sono, ma ciò che non è banale è la risposta! Si perché in base alla risposta a queste domande dipenderà, di conseguenza, la MIA risposta a ciò che il Signore mi chiede, dalle cose più semplici all'interrogativo determinante della mia vita.
Solo se ho piena fiducia nella capacità di Dio di compiere meraviglie, nonostante una creatura piena di limiti e peccati, potrò rispondere come la Madonna: «Eccomi, sono la serva del Signore».

Mercoledì 8 Ottobre
(Lc 11,1-4)

“«Signore, insegnaci a pregare…»”

Come è significativa questa richiesta!
Indica la consapevolezza, da parte dei discepoli, di non conoscere il linguaggio con il quale comunicare con Dio. Da una parte vi è il bisogno di dialogare con il Signore, dall'altra però, la natura umana è sicuramente un ostacolo, un limite. Gesù però conforta tutti, dicendo che non è necessario imparare una lingua diversa o usare chissà quali parole, ma ciò che conta è riconoscere la santità di Dio, chiedere il necessario senza cercare il di più e domandare il perdono dei peccati.
Nella preghiera del Padre nostro, subito dopo la lode a Dio, vi è la richiesta del pane e solo alla fine si domanda il perdono dei peccati, che dipende da come noi perdoniamo coloro che ci hanno offeso e ci hanno fatto soffrire.
Il nostro Creatore ci ama veramente perché pensa a tutti i nostri bisogni, sia fisici che spirituali, cioè sia a ciò che ci serve in questa vita, sia a ciò che ci permetterà di ottenere la vita eterna.  

 

Giovedì 9 Ottobre
(Lc 11,5-13
)

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.”

Soffermiamoci a pensare a colui che chiede ...  costui con questo atto, riconosce di essere mancante di qualcosa, che non può ottenere da solo, ma ha bisogno di rivolgersi agli altri.
Il Signore ci vuole così, cioè come coloro che si sono resi conto di non avere tutto e di non poter ottenere tutto senza il suo aiuto. La preghiera di richiesta ci deve servire non solo e non tanto, per chiedere e ottenere ciò che vogliamo o di cui abbiamo bisogno, ma per sviluppare quella relazione intima, vera e speciale, che c'è tra figli e Padre.
Sicuramente il primo passo nel cammino di preghiera è quello della richiesta, poi segue il ringraziamento, fino ad arrivare alla preghiera di lode di Dio, non per quello che ci ha dato, ma per quello che è: solo AMORE.
Signore, insegnaci a chiedere con fiducia e umiltà, per noi e per gli altri, ciò che conta realmente e per cui sei morto in croce, il Paradiso.

 

Venerdì 10 Ottobre
(Lc 11,15-26)
 

“Quando un uomo forte, ben armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro.”

Questo branosembra scelto proprio per una giornata penitenziale, quale sarà quella di oggi. La Parola di Dio ci invita a vigilare, a fare un buon esame di coscienza e una buona confessione, perché uniti alla preghiera sono la nostra corazza, la nostra armatura, che ci rendono forti contro il demonio e le sue tentazioni. Solo la Grazia di Dio mi rende capace di non aderire al peccato, di riconoscere i miei errori, davanti a me stessa e agli altri.
Facendo esperienza della misericordia di Dio Padre posso essere in grado di perdonare il fratello, la sorella che mi hanno fatto del male, ricordandomi di quante volte io sono stata perdonata, posso più facilmente perdonare.
Scopriamo, o riscopriamo la bellezza del Sacramento della Riconciliazione, che ci fa toccare con mano l'amore di Dio, che è disposto a darci nuovamente fiducia nonostante l'abbiamo già deluso tante volte e sa che ci sono buone probabilità che sbaglieremo ancora.

 

 

Sabato 11 Ottobre
(Lc 11,27-28)


“«Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».”

Gesù definisce beati coloro che ascoltano e osservano la parola di Dio, anche se paragonati a sua madre, la prescelta, la piena di grazia, l'immacolata.
Questo è sicuramente incoraggiante per me peccatrice, che sono chiamata ad ascoltare la Parola, a meditarla e a farla diventare parte di me. Come?
Osservandola, cioè scoprendola ogni giorno, lasciandola agire nella mia vita, permettendole di cambiarmi un po' alla volta, ma senza sosta.
Forse in questo ci può aiutare l'immagine dello scultore e del marmo.
Io sono il marmo, materiale costoso ma informe, che se si lascia lavorare dall'artista diventa un capolavoro, altrimenti rimarrà solo un blocco. La Parola di Dio è lo scalpello e l'autore è ovviamente Dio. Il Signore vuole fare di me, di te, di ciascuno un'opera d'arte, unica e meravigliosa.
A volte lo scalpello ci farà soffrire, ma quando vedremo l'opera terminata, non ce ne ricorderemo più e gioiremo perché “quel giorno” abbiamo lasciato lavorare lo scultore!

Domenica 12  Ottobre
(Lc 11,27-28)

“Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”

A conclusione di questa missione, dopo una settimana di preghiera, ascolto della sua Parola e forse anche scoperta o meglio riscoperta del Signore e del suo amore, il Signore ci lascia un vero e proprio compito che non ci impegnerà solo per un giorno, ma per tutta la vita! L’impegno quotidiano per ciascuno di noi, uomo e donna, consacrato e laico, giovane e meno giovane, è quello di ascoltare la parola di Dio e osservarla.
Il Signore non ci dice di sentire ma di ascoltare, che è cosa ben diversa, perché il sentire coinvolge solo le orecchie, invece l’ascoltare va ben oltre, raggiunge la mente e il cuore, coinvolge tutta la persona, tutto il suo essere.
Allora senza timore ed esitazione lasciamoci coinvolgere dalla Parola di Dio, anzi direi di più LASCIAMOCI  TRAVOLGERE, si perché con il Signore possiamo solo guadagnare.
Vi assicuro che non c’è nulla che possa valere di più di essere chiamati “beati” da Gesù, quando, quel giorno, lo vedremo faccia a faccia.
E salutandovi vi auguro:«Buona Misssione!»